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March 15 capitolo 66. Un giorno è solo amore,il giorno dopo spero…
La matita scorreva distratta e lenta sul banco dell’aula. Gli occhi verdi persi su quelle lettere che la sua distrazione aveva automaticamente prodotto. Occhi verdi su quel nome, il suo: Rosi. Un film che aveva già visto,centinaia di volte. Erano i tempi del liceo,lei era poco più di una ragazzina e le cose non erano certo più facili di adesso. Lo conosceva bene quel film fatto dello scorrere distratto di una matita su un banco. La fòrmica verde subiva il lento supplizio dell’usura di un anima. La sua. Uno stato d’animo che aveva imparato a conoscere. Un film che rivedeva puntualmente ad ogni litigio con qualcuno a cui teneva. La rabbia iniziale,l’orgoglio,la delusione,il pianto fino a svuotarsi e la rassegnazione. Non importa se fosse per Enrico,al liceo, e per Luca adesso. Il lento rituale di chi si fa del male resta immutato. Lo stesso. Era sempre lo stesso,il medesimo film.
KE HAI?
Claudia si intromise con la propria matita sul banco, ad interrompere il suo flusso di pensieri e il suo distratto scarabocchiare. Rosi la guardò. Strinse le spalle e col viso le fece cenno che non aveva niente.
KE KAZZO HAI RO’?
Insistette Claudia. Era diretta a volte, dolcissima e forte. Teneva tantissimo a Rosi e sapeva che da qualche giorno aveva qualcosa. Rosi sorrise stupita dell’eloquenza di quella domanda su quel banco. Claudia fece la solita faccia sospettosa. Arricciò il naso e la scrutò buffamente. Rosi le fece cenno di uscire. Entrambe, cercando di disturbare il meno possibile, chiesero silenziosamente permesso ai malcapitati della loro fila che tirarono indietro le gambe per farle passare. Il prof. ,intento in una delle sue solite annoianti digressioni sull’illegittimità costituzionale di alcune leggi, non badò al piccolo trambusto che fece la porta nell’aprirsi. Il giardino di villa Cerami era assolato. Faceva un po’ caldo ma all’ombra un venticello gelido dava fastidio ai più sensibili. Rosi e Claudia diedero un occhiata alla loro solita panchina. Quella delle discussioni serie,dei pareri importanti e delle confessioni impensabili. Era libera. Rosi restò in piedi, a metà tra l’ombra, che la tettoia del piccolo gazebo in stile barocco faceva, e il Sole. Claudia, accendendo l’immancabile Malboro light, ruppe il silenzio. “Luca?” Rosi, sospirando, la fissò con l’aria di chi non si sorprende più di nulla, sapeva che aveva scritto in fronte Incazzata col mondo e che la sua migliore amica non poteva fare a meno di notarlo, ma sapeva anche che l’incazzatura col mondo era dovuta al fatto che l’aveva solo con Luca. Il mondo non c’entrava, era solo Luca, l’amico a cui voleva un bene dell’anima. Tutto qui. Claudia interpretò il suo sguardo come un silenzio-assenso e proseguì. “Che è successo?” Il fumo dalle labbra di Claudia si spargeva,perdendosi verso l’alto,sotto lo sguardo sfuggente di Rosi. Avrebbe voluto essere quel fumo forse,per sfuggire a quella domanda. Sbuffò, come sempre quando le domande che le porgono sono esattamente quelle a cui non vuole rispondere. Incrociò le braccia e prese a guardarsi le punte delle scarpe. Claudia prese a fare l’insistente con l’aria da bambina dispettosa e impicciona, con gli occhietti furbi. “Avete litigato? Di nuovo. Dai…Rò…” Così facendo strappò un sorrisetto all’amica che intanto aveva preso a giocare coi sassolini che aveva sotto le suole. Poi alzò lo sguardo. “…E’ uscita la solita storia…di lui che insegue solo ragazze che lo fanno soffrire e per colpa loro non combina niente di buono…Tutto qui Cla..” “Beh lo sai no?” Rosi non la seguiva. “Cosa? Che chiariremo?” Claudia sorrise stiracchiandosi,lontano da occhi indiscreti, sulla panchina. Rosi continuò. “Lo so che chiariremo…fino a quando? Fino al prossimo litigio?..No,io lo so: lui ed io siamo inconciliabili…Lo so!” “…Però gli vuoi un bene dell’anima,come lui ne vuole a te…e quindi chiarirete,magari litigherete ancora…ma non sareste voi se non succedesse…” Rosi le si mise accanto e, scuotendola la testa, proseguì. “Allora non hai capito Cla..Io non ce la faccio più a litigare così,con lui…Ci sto troppo male…e succede tutte le volte!” Claudia sbottò di colpo. “Tutte le volte,tutte le volte…tutte le volte che c’è di mezzo una ragazza!…Ecco la verità…” Rosi sbiancò e guardò sorpresa l’amica. “Ma che dici Cla?! Non c’entra niente questa ragazza!…” “Ro’…Ti conosco da tanti anni e di tutti i ragazzi che ti sono avvicinati in amicizia Luca è sempre stato quello a cui ti sei affezionata di più…Vi abbracciate spesso,siete affettuosi…Dai…Non dirmi che in questo anno e passa che vi conoscete……” L’amica stavolta arrossì. “Cosa? Dove vuoi arrivare?” Claudia vuotò il sacco. “…Dai! Non ci credo che un pensierino non lo hai mai fatto su voi due…Stareste bene assieme…” Rosi restò interdetta. “Ma tu sei pazza! Siamo solo amici…” L’altra non mollò,la conosceva troppo bene. “Ok siete amici…Con tutti i tuoi amici ti senti ogni giorno? Tutti ti mettono di buon umore non appena li senti? Tutti ti fanno star così male dopo averci litigato?” Rosi restò zitta. Sapeva bene che quella discussione avrebbe aperto quella parte di lei che finora non aveva mai avuto il coraggio di far venire fuori. Claudia le si avvicinò,la guardò in faccia. “Ro’..Vi osservo da qualche mese…Luca è un bravo ragazzo,simpatico, anche dolce quando vuole…Ti piace,si vede…E lui può essere preso da questa tizia quanto vuoi,ma tu sei un’altra cosa…ci tiene a te…lo sai…Perché non provi a fargli capire che….” “Non devo far capire niente a nessuno! Siamo amici,Cla. Punto e basta!Torno in aula…” Rosi si alzo di scatto mentre Claudia la guardò pensierosa mentre si allontanava sui sassolini del cortile. Rosi seguì la mezzora seguente di lezione con la mente che vagava in territori mai esplorati. Claudia aveva fatto centro e lei per la prima volta sapeva di non avere il controllo su di sé,su quello che sentiva… Non posso,non posso…Claudia non può avere ragione,non posso essere gelosa di lui…non può mancarmi terribilmente come adesso…Non lo so cosa mi succede…Lui sa farmi ridere,sa tirarmi su quando sto male,sa apprezzarmi per quello che sono…Mi piace averlo vicino ma… Mi vede come un’amica,solo un’amica…Lo so,lo sento,lo vedo… Io sono un’altra cosa,Claudia? Sì,sono quella che non potrà mai essere come Pamela…Lui ama lei ed io sono ROSI,solo questo nella sua testa e non riesco a fare niente di più per cambiare le cose…
Ci sono mattine un cui alzarsi dal letto sembra lo sforzo più grande che si possa fare in vita. Luca era infilato sotto il piumone,in simbiosi col suo cuscino,con gli occhi semi aperti a fissare nella penombra delle persiane abbassate il verde di un Heineken vuota rimasta lì sul comodino. La notte scorsa era stata dura. Era stata troppo dura dover sentire che Pamela se ne andava,che magari si potevano vedere qualche volta...che… Cazzate! Cazzate Pamela…Cazzate che tornerai e mi chiamerai…Cazzate che mi penserai…Cazzate che in meno di una settimana non sarai già andata a letto con qualcuno…Sì perché tanto a me rode solo questo no? Che ti fai un altro...Forse! E’ la fissa idiota di tutti i maschi no? Vogliamo essere sempre i soli ed unici,i migliori che voi donne abbiate mai avuto tra le cosce…Ed è così,cazzo…Sempre o quasi! Ma i sentimenti Pam?! Tu ce li hai i sentimenti? Li provi ogni tanto? Non parlo del bacino sulla guancia che mi hai dato ieri…compassionevole…affettuoso…come quello che si da ad un fratello o un cugino! Parlo dell’amore…cazzo! Come fai Pam?! Come minchia fai a darmi un bacetto,quando due sere fa mi stavi sopra e… scopavamo si,tanto per te non fa differenza il termine!…Dimmelo Pam: sono uno di quei 30 io, no? Sì, sono solo questo…Magari solo uno di quelli a cui hai voluto più bene…Bella consolazione! Avanti il prossimo…il mio turno è scaduto…
Elisa era seduta in quinta fila. L’aula era abbastanza piena come tutte le lezioni di architettura del microprocessore, una materia che faceva paura solo a vedere il libro: un mattone di colore rosso,per giunta,che pesava un chilo e passa. Mirko entrò stremato,vestito come la notte prima,sbattuto, stanchissimo… Se non mi ricoverano oggi non lo fanno più! Pure la lezione del bastardo mi devo seguire…speriamo solo che Elisa non ci provi pure oggi perché sento di essere senza difese immunitarie e ho paura di fare cazzate… Un sms gli arrivò mentre chiedeva permesso per raggiungere il posto accanto ad Elisa.
SEI LA COSA Più BELLA CHE MI SIA CAPITATA NELLA VITA…BACI,LA TUA VALE J
Un sorriso diede tono al colorito bluastro di Mirko mentre si avvicinava all’amica,che aveva stampato in volto uno strano sorriso indagatore. “Chi era?” Mirko rispose posando il cellulare in tasca. Ma i ca…fatti tuoi mai vero?! “No,ehm…era Luca…mi avvisava che a pranzo non c’è. Come va?” “Ti aspettavo,mi annoiavo…Come stai? Hai l’aria stanca..” “Eh..si,ho dormito poco e male!” “Mi spiace…Se vuoi dopo pranziamo assieme,cucino io!” “Eh no sai? Credo che andrò a casa a riposare…non ho proprio fame…” “Ok…stasera invece xkè no….” Il professore senza nemmeno salutare i presenti iniziò a parlare, Elisa si bloccò di conseguenza. Mirko le fece cenno che ne avrebbero parlato dopo. Sì,evvai!…stava per invitarmi stasera,menomale che l’ha interrotta… Dio c’è allora!
Faccio come un uomo Liga cantava dallo stereo di Luca. Erano le due del pomeriggio: persiane ancora chiuse e lui a letto. Era lì depresso,annoiato… Aveva chiamato Vito e si era dato malato, il capo non ci aveva creduto e infatti pomeriggio gli aveva urlato che sarebbe dovuto passare ugualmente in agenzia, “anche morto” aveva specificato il robusto pubblicitario. Non c’era voglia. Ne’ di alzarsi,né di vestirsi,né di andare lì… Credo che la mia depressione venga interpretata come cazzeggio… fancazzismo…Minchia ma se uno è depresso è depresso,ha il diritto di non fare nulla! Voglio stare a letto…tranquillo ad ascoltare Liga… Mirko entrò poco dopo nella stanza. Aprì le persiane,apri la porta-finestra,spense lo stereo. Luce ed aria entrarono nella stanza,Luca si tirò su il piumone fino alla testa. Mirko lo guardò. “Allora sono entrato in stanza perché credevo fossi morto e siccome l’occultamento di cadavere è reato… Che minchia hai,me lo dici?” Luca lo guardò tirando giù il piumone. “Pamela va a lavorare in un hotel a Taormina.” “Oh…Finalmente una bella notizia! Così la scordi,ti rendi conto che lei non ti ha mai amato,anche se trombava da Dio,e ricominci a vivere e non a fare più la pianta grassa…” “Forse…” “ Forse?! Luca mai hai litigato con Rosi e nemmeno l’hai chiamata…Dai…porca troia! Svegliati…Non puoi non vivere più a causa delle donne…Ce ne saranno altre che ti faranno star bene e star male…Lo sai! Non farmi fare il qualunquista…” “Senti io sono innamorato…” “…Ma lei no…Porca troia!...Bisogna essere in due lo sai? Fattene una ragione…” “Lei ama a modo suo…” “Non è un bel modo di amare se ti fa soffrire…e poi cazzo…Diglielo che la ami…tanto va via! Diglielo una volta per tutte…Fallo,starai meglio!” Luca si tirò su e scese dal letto illuminato. “E’ vero! Devo dirglielo…Correrò da lei stasera e glielo dirò…Fanculo a tutto! Glielo dico…e basta!” Mirko annuì. “Bravo,e Rosi? Non la chiami?” “Si,la chiamo..la chiamo dopo promesso…ma..tu come mai così allegro e scattante? Hai fatto sesso? Stanotte non hai dormito qui!” Mirko si fece solenne ma gli si illuminò il viso per quello a cui pensava. “No,devo dirti una cosa…” Luca cominciò a scuotere la testa. “Non dirmi che c’entra Valentina…” Mirko buttò fuori tutto d’un fiato prima di dileguarsi. “Viene a stare qui da noi per un po’…Ci sentiamo dopo io scappo da lei!” Luca restò senza dire una parola e continuò a scuotere la testa.
La luce della lampada sulla scrivania non bastava più ad illuminare i libri. Era autunno inoltrato oramai e le giornate cominciavano ad accorciarsi. Rosi accese la luce della sua camera,tornò a sedersi nella speranza di poter finire di leggere una pagina di diritto costituzionale prima di cena. Era sulle stesse tre righe del libro da due ore;l’evidenziatore era rimasto inoperoso,la matita aveva sottolineato qualche parola senza connessione con la successiva e aveva prodotto solo qualche scarabocchio di troppo negli infiniti minuti passati a pensare a lui. Avrebbe voluto scappare forse,per non affrontare quegli occhi scuri che la sapevano guardare e la vedevano come pochi…Avrebbe voluto scappare da se stessa da quello che provava per quel ragazzo semplice,spiritoso e dolce …Avrebbe voluto scappare da un sentimento che non conosceva bene…dalle emozioni che non sapeva affrontare,da quella paura mista a stupore che si prova quando ci si accorge di essere innamorati di un amico… Rosi voleva poter scappare e basta!… Guardò l’ora: le sette. Magari lo trovo a casa…sarà tornato dall’agenzia! Devo parlargli devo dirgli che non possiamo essere più amici…che litighiamo troppo…Si,devo staccarmi da lui,prendere tempo e scordarlo per un po’…La prenderà male,non capirà forse…ma non ci riesco a starmene così… Rosi prese le chiavi dell’auto,il cappotto ed uscì. Luca posteggiò l’auto sotto casa. Sentiva ancora nelle orecchie le urla di Vito che in agenzia inveiva contro Fabio,reo di non rispondere al cellulare da tre giorni. La campagna promozionale del nuovo centro commerciale era agli inizi e in agenzia avevano a malapena l’idea di cosa voleva il cliente. Niente schizzi,niente slogan,niente jingle…Niente! Ma lo dicevo io che non si poteva fare sta cazzo di campagna…Siamo in tre e uno per di più fa il latitante…Qui ci vuole gente esperta: uno che si occupi di grafica e abbia un certo gusto,uno che sappia montare e smontare le parole…E’ troppo per noi,è troppo per Vito,per me…No,no domani dico a Vito di rinunciare… Rosi arrivò in quell’istante e affiancò con la 500 la Punto di Luca che si arrovellava in quei pensieri. “Adesso vivi in macchina? Mirko ti ha cacciato di casa finalmente?” Luca sorrise appena la vide. “Ro’…volevo chiamarti! Come stai?” “Eh…sono stata meglio…Tu?” “Idem…sai…In agenzia è un casino e poi… Pamela va a lavorare a Taormina…Devo dirle quello che provo per lei prima che parta…Ho appuntamento con lei tra poco,domattina va via…Volevo anche scusarmi con te,non voglio litigare,lo sai solo che è un periodo…” Rosi lo ascoltò,morì dentro come spesso accadeva quando lui parlava di Pamela,ma poi rispose sincera e con un sorriso. “Lo so! Ti voglio bene anche io…ero…ero venuta per dirti che..che è passata…Dai…Non ti preoccupare! Ero nervosa pure io…” “Ro’ io ci tengo a te! Sei la mia migliore amica…Non vorrei mai….” Il trillo del cellulare interruppe il fiume di parole di Luca. “Pronto…Come?...Investito?..ma quando?...ok,arrivo! Ci vediamo lì…” Rosi restò trepidante un paio di secondi poi ascoltò la risposta di Luca. “Andiamo in ospedale…Vito ha avuto un incedente.”
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